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   Notizia del 02 dicembre 2009 ore 15:36 - Visite 2661
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Spy Calcio > Stadi, la grande fuga dei tifosi da 38.872 a 24.000 a partita

Spy Calcio - Stadi, la grande fuga dei tifosi da 38.872 a 24.000 a partita


Tanti, tantissimi sono i motivi: la crisi economica, certo. Lo strapotere della tv, le diverse abitudini degli italiani, poi il timore di incidenti, eccetera. Ma la realtà è che in questi anni gli spettatori sono scappati dai nostri stadi. Dati Centro Sudi della Lega Calcio (trend media spettatori dal 1980-'81 al 2008-09): siamo passati da un picco di 38.872 presenze per gara nel 1984-'85 (il record) ai 24.717 dello scorso anno (ora siamo intorno a quella media). Nel 2006-'07 eravamo scesi addirittura a 18.756, primato negativo. Quota 30.000 è stata superata l'ultima volta nel 1997-'98. Da allora un calo, con qualche piccola risalita. La Roma ad esempio nel 2003-2004 aveva toccato quota 842.181 presenze complessive, fra abbonati e paganti: lo scorso anno era scesa a 726.885 e quest'anno sta scendendo ulteriormente (almeno per ora). La Lazio nel 2003-'04 aveva avuto 873.810 spettatori (più della Roma), lo scorso anno era scesa a 656.802 e quest'anno l'Olimpico è sovente semivuoto (circa 30.000 spettatori col Bologna, abbonati inclusi). La crisi economica può aver pesato, ma non spiega tutto. In Germania c'è sempre il pienone, e i biglietti sono i meno cari d'Europa. In Inghilterra c'è (quasi) il pienone, i biglietti sono molto cari. In Spagna molti club sono in crisi economica ma gli stadi sono (abbastanza) pieni, alcuni pienissimi (vedi Barcellona) e si respira tutta un'altra aria. In Italia non esiste un modello italiano, si va avanti alla giornata. Non c'è una politica per i tifosi. Sul tema della sicurezza negli stadi, poi, non c'è una linea comune di comportamento. Due pesi e due misure (sovente, troppo sovente). Biglietterie aperte il giorno della partita in alcune città e in altre no; coreografie consentite da alcune questure e da altre no. Nel derby di Genova ad esempio sono stati usati fumogeni, altrove vietatissimi. Trasferte ancora vietate (adesso tocca ai tifosi del Genoa e di nuovo a quelli del Napoli). L'Osservatorio del Viminale dovrebbe avere il ruolo di coordinare il lavoro di tutte le questure, controllare che ci sia uniformità di comportamenti. Ma i club di calcio non è che collaborano molto. Anzi. A fine stagione si dovrà e potrà discutere di tante cose. Non solo della tessera del tifoso ma anche di certe restrizioni che ci sono nella vendita dei biglietti, si dovrà trovare un sistema per riaprire agli striscioni (basterebbe un pizzico di buon senso con controlli il giorno della partita). I biglietti di molte partite sono cari, è vero, e questo è colpa dei club che spremono i tifosi come limoni. E poi, i club, magari si lamentano perché gli stadi sono semivuoti e, vedi Roma e Lazio, progettano (a parole) di costruire nuovi impianti.

Volley: i maschi sulla Rai fanno il boom
I maschi sulla Rai, le ragazze su Sky: così è diviso, quest'anno, il volley in tv. Il neodirettore di Rai Sport, Eugenio De Paoli, ha voluto riprendere i diritti del campionato di serie A maschile. E i numeri gli stanno dando ragione: per la gara M. Roma-Padova, serie A-2, trasmessa sabato scorso su Rai Tre, c'è stato il boom (stagionale) di ascolti. Esattamente 382.000 spettatori, 3 milioni e 99.000 contatti, 3,23% di share. Molte gare del campionato sono trasmesse su Rai Sport Più. Il prossimo la Rai ha i diritti dei Mondiali maschili che si terranno in dieci città italiane: le gare della nazionale italiana andranno sempre in chiaro, su Rai Due o Rai Tre. Le altre partite su Rai Sport Più 1 e 2, oltre che sul sito Internet della Rai. Inoltre il vicedirettore Rai, Jacopo Volpi, appassionato e competente volto del volley, ha in programma anche una rubrica. Il volley femminile invece, come detto, resta su Sky (e forse ci resterà anche il prossimo anno). Ecco gli ultimi ascolti: Pesaro-Novara 0,05% di share, 8.738 audience e 35.379 contatti. Certo, sul chiaro ci sono ben altri ascolti.

"Le ragazze del 2010": come vincere in campo e fuori
"Le ragazze del 2010: quando la pratica sportiva cambia la vita". Su questo tema, di attualità, domani a Roma (ore 10,30), presso la sala del Refettorio del palazzo Seminario, si terrà un convegno organizzato dalla Lega Pallavolo Serie A Femminile. Con il ct Barbolini, gli ori olimpici Quintavalle e Trillini, il ministro Giorgia Meloni e il sottosegretario Rocco Crimi. Il volley femminile vive un momento particolarmente felice e l'onorevole Mauro Fabris vuole dare ancora maggiore impulso alla sua Lega. Non solo: sta nascendo anche un'associazione parlamentare "Amici della pallavolo", su iniziativa dell'on. Giuseppe Moles. Il convegno toccherà tre temi: l'esplosione, in termini di risultati, avvenuta quest'anno in Italia dello sport rosa; il valore dello sport nel processo di crescita personale e il prossimo traguardo per le "Ragazze del 2010", ossia a dire vincere anche fuori dal campo.


Origine: Repubblica

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