BLOG GRATIS


     INSERISCI IL TUO SITO  -  TOP CLICK MENSILE  -  TOP RANK POINTS  -  COME FUNZIONA

  
         Web   News   Testi e Video canzoni    >> DIRECTORY <<  >> NOTIZIE DI OGGI <<  >> FORUM <<  







Top Refer
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10

ISCRIVITI NELLA TOP 100



   Notizia del 17 novembre 2009 ore 11:42 - Visite 2776
Homepage - Ambiente - Calcio - Cronaca - Economia - Esteri - Motori - Politica - Rubriche - Scienza e Tecnologia - Spettacoli e Cultura - Sport


La storia > Pellerossa contro pellerossa tutta colpa di un coach Sioux

La storia - Pellerossa contro pellerossa tutta colpa di un coach Sioux
Cosa c'?ietro la quasi ventennale causa intentata da sei nativi contro i Washington Redskins, uno dei team della National football league pi?cchi e conosciuti al mondo. E ora i giudici hanno dato ragione alla franchigia
di GIOVANNI MARINO


Tutta "colpa" di George Preston Marshall, primo proprietario e fondatore di quella che sarebbe diventata la squadra dei Washington Redskins. Fu lui a ribattezzare Pellerossa (Redskins, appunto), i Braves (che allora giocavano a Boston) in onore di un fiero e valente Sioux: William Henry Dietz, meglio noto come "Lone Star", head coach del team.
Senza quel gesto, che rivelava grande ammirazione per l'esponente della Sioux Nation, non sarebbe mai scoppiato un caso legale solo ora giunto a un punto fermo. Paradosso della vicenda: il cambio di nome è stato letto esattamente in senso contrario proprio dai Pellerossa, che sono ricorsi ai giudici.
Sei Indiani d'America contro uno dei team più gloriosi e noti al mondo che porta proprio il loro nome: i Washington Redskins, la squadra della Capitale degli Stati Uniti. Una controversia partita nel 1992 e giunta proprio adesso, lunedì 16 novembre 2009, a una conclusione: i Pellerossa del football Usa possono continuare a fregiarsi di quel nome. Non devono cambiarlo. Non è offensivo come un gruppo di nativi ritiene da circa 17 anni.
La Suprema corte degli Stati Uniti d'America ha rigettato l'appello di sei Indiani che hanno ingaggiato un lungo braccio di ferro giudiziario sul nome della squadra che ha conquistato 5 titoli, 2 Nfl Championships e 3 Superbowl.
Ma per la scrittrice Suzan Shown Harjo e altri cinque nativi, il nome del team è una offesa razzista: "Secondo loro, i dirigenti del team, avendo dato quel nome ci hanno voluto onorare, per noi, invece, è tutto il contrario". Va detto che Pellerossa, è un termine antico usato dai primi cowboys e coloni degli States e ormai non viene più utilizzato da tempo.
L'appello è stato sostenuto da ben 30 super avvocati, tutti docenti affermati di diritto; 13 professori di psicologia esperti sul tema degli stereotipi, dei pregiudizi e delle discriminazioni e dal Social Justice Advocacy Group, una associazione no profit che si ispira a valori etici e religiosi.
La causa ha avuto alterni responsi. La difesa dei Redskins ha ovviamente sempre chiesto di rigettare l'appello richiamando, tra le ragioni, proprio il gesto di George Preston Marshall: "Il nome fu adottato dalla squadra nel lontano 1933 quando il team aveva base a Boston, in onore del suo coach, un indiano Sioux; la squadra si trasferì poi a Washington nel 1937 e così fu chiamata Washington Redskins, nessuna intenzione di offendere, anzi", è il senso di ciò che in questi 17 anni hanno detto e ripetuto i legali della storica franchigia americana.
La causa ebbe inizio nel 1992 con una petizione di sei Indiani d'America che chiesero allo "Us patent and trademark office" di cancellare il marchio Redskins. Ci fu un primo verdetto favorevole al gruppo di nativi; ne seguì uno contrario; quindi arrivò una terza pronuncia che ha rimandato tutto alla Suprema corte. Che, lunedì, non ha accolto le istanze della scrittrice e degli altri cinque Indiani.
La buona notizia giudiziaria è giunta 24 ore dopo un buon risultato sul campo: la squadra ha battuto i Denver Broncos per 27 a 17 portando il sinora deludente bilancio stagionale a 3 vinte e 6 perse, davvero troppo poco per un team con tanta storia dietro.
Con l'ultima pronuncia dunque i Redskins non dovranno cambiare nulla delle loro divise giallo-rosse e del loro celebre logo con il profilo di un Indiano.
Un logo conosciuto dappertutto (chi non lo ha mai visto su un berretto o una felpa di un amico o non ha mai posseduto un capo sportivo dei WR?) se è vero che gli esperti del magazine americano Forbes ritiene che i Pellerossa della National football league siano stabilmente tra i primi cinque club sportivi più ricchi al mondo, con un valore superiore al miliardo e mezzo di dollari e nel 2006 hanno piazzato il team al secondo posto assoluto dietro solo al Manchester United.
Per chi ha seguito i WR in questi anni, per chi conosce la loro storia agonistica, le loro vittorie e l'orgoglio con cui portano quel nome, risulta difficile capire come possano offendere i nativi. Tra i quali, sei querelanti a parte, hanno anche moltissimi sfegatati tifosi. Dagli Apache ai Navajos fino ai Sioux che, di fatto, hanno dato il nome alla formazione di Washington.

g. marino@repubblica. it



Origine: Repubblica

18-07-2019 - Comunali Salerno, prima proiezione: Vincenzo Napoli vince con il 72 per cento dei voti
18-07-2019 - Kit per la diagnosi dell?infertilità in soli cinque giorni. La scoperta di tre scienziate napoletane
18-07-2019 - Super Valentino, Tommasi (e un arcivescovo)
18-07-2019 - "I tg dicono che L'Aquila rinasce e noi battiamo i piedi per il freddo"
18-07-2019 - Un pezzo d'Italia nell'Nba "Bisogna imparare da qui"
18-07-2019 - M5S al Circo Massimo Pizzarotti non sarà sul palco
18-07-2019 - Comunali Napoli 2016, de Magistris presenta i candidati alle municipalità
18-07-2019 - Scuola, Renzi: "Riforma non del premier o ministro, ma di tutti"
18-07-2019 - Il 4-3-1-2 e il trequartista se lo schema detta legge
18-07-2019 - Comunali 2016, presentate le liste a Napoli, nel Pd c'è l'uomo che offriva un euro ai seggi delle Primarie
18-07-2019 - Ho amato PSH e la sua fatica di vivere di ELENA STANCANELLI  
18-07-2019 - La generazione post-televisiva
18-07-2019 - Lo sport è sportivo fino a prova contraria
18-07-2019 - Wikileaking  you
18-07-2019 - lunedì 28 febbraio Processo a Raffaello
18-07-2019 - Cina e Brasile, addio al dollaro
18-07-2019 - Il cambista di Venezia, parte terza
18-07-2019 - F più vocale
18-07-2019 - Le tante maglie dei volontari E la pizza formato ridotto
18-07-2019 - Consumo auto
18-07-2019 - Emo / Eno
18-07-2019 - Vaccini e asilo, il No grillino in Emilia-Romagna: "Contrari al metodo coercitivo"
18-07-2019 - Non è il prezzo stratosferico che fa vendere
18-03-2018 - Due lezioni dallo Scudo
01-10-2017 - Tar: "Niente donne in Giunta? Ma i maschi non possono ricorrere"
02-09-2016 - Dal pallone alla piscina l'Italia ha imparato a nuotare
23-07-2016 - Europei 2016 e l'Italia Un sogno da 400 milioni
05-03-2016 - Trentamila supplenti (ancora) senza stipendio
03-02-2014 - Udinese, riecco Di Natale Cesena, tris di Mutu
18-06-2011 - L'importanza di braccia e mani  



Homepage - Ambiente - Calcio - Cronaca - Economia - Esteri - Motori - Politica - Rubriche - Scienza e Tecnologia - Spettacoli e Cultura - Sport



















  
 





Copyright 2003-2013 Masterworld
Privacy Policy