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   Notizia del 13 novembre 2009 ore 16:02 - Visite 2816
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Spy Calcio > Tessera tifoso, corteo a Roma Trasferte ancora off limits

Spy Calcio - Tessera tifoso, corteo a Roma Trasferte ancora off limits


Tessera del tifoso: domani a Roma è prevista una manifestazione. Con corteo. Partenza alle ore 10 da piazza dell'Esquilino, arrivo a piazza Bocca della Verità. Organizza il "comitato contro la tessera del tifoso". Previsti circa 10-15.000 tifosi, provenienti da tutta l'Italia e da moltissimi gruppi. Niente sciarpe e materiali dei gruppi organizzati e dei club, niente simboli e personaggi politici, niente petardi: solo migliaia di t-shirt e felpe bianche con la scritta "No alla tessera del tifoso". Così hanno spiegato i promotori dell'iniziativa. Il corteo sarà preceduto da un unico striscione: "Se i ragazzi sono uniti, non saranno mai sconfitti". Da mesi ormai si discute su questo argomento della card del tifoso. La Lega Calcio ha chiesto, o almeno chiederà, al ministro Maroni di fare slittare il provvedimento all'inizio della prossima stagione calcistica. Pur condividendo lo spirito. In un primo tempo, come noto, Maroni voleva renderla obbligatoria da gennaio 2010, almeno per le trasferte. Poi, club e ultrà gli hanno fatto capire che era meglio rivedere tutta la materia con maggiore attenzione. Anche se, adesso, è stato almeno chiarito l'articolo 9 che aveva creato giuste proteste da parte dei tifosi. Nell'occasione della manifestazione romana si chiederà anche la revisione della norma che riguarda gli striscioni (burocratica e penalizzante). Continuano intanto i divieti di trasferta: stavolta tocca, ed è la prima volta quest'anno, ai sostenitori della Lazio. Il 22 novembre non potranno andare a Napoli: così, come al ritorno, i napoletani non potranno venire a Roma. D'altronde, fra Roma e Napoli c'è un astio calcistico che impedisce qualsiasi contatto. E' brutto, ma è così da anni. Niente trasferta anche per i tifosi della Reggina a Crotone (serie B). Curve ospiti chiuse pure per Verona-Spal, Pescara-Verona, Maceratese-Sambenedettese, Ragusa-Città di Vittoria e anche per una gara di basket, Legadue (Latina-Vigevano). Ormai a queste cose ci abbiamo (quasi) fatto l'abitudine, ed è sbagliato: significa che restano problemi mai risolti, che la fase dell'emergenza non è finita. Sono stati fatti passi avanti sul fronte della violenza negli stadi e dintorni, è vero. E' vero anche che Fabio Capello è poco aggiornato e parla di situazioni che non conosce, perché quando lui allenava in Italia la situazione era molto peggiore (basterebbe guardare certe immagini o rileggere i giornali dell'epoca). Ma di sicuro, non ci siamo ancora. Non siamo usciti dall'emergenza: è inutile che il ministro Bobo Maroni se lo nasconda. Il problema-stadi andrebbe affrontato seriamente e alla radice: ormai all'Osservatorio del Viminale le istituzioni sportive hanno un ruolo del tutto marginale, come se fossero cose che a loro interessano poco o nulla. Ma i tifosi restano (devono restare) un patrimonio dei club. I tifosi veri, non i violenti. E sui tifosi veri bisognerebbe lavorare con maggiore attenzione e soprattutto con maggiore rispetto. Ascoltando, ogni tanto, anche la loro voce.

Euro 2016: e adesso Abete aspetta un segnale...
Euro 2016. La Francia ha già presentato i suoi 12 stadi e, almeno al momento, è la netta favorita. L'Italia cerca di recuperare terreno: ma sarà dura in assenza di un impegno concreto del governo Berlusconi. Vero che gli stadi "pesano" per il 16% sul dossier, ma noi abbiamo ancora troppi problemi a livello locale, compresa una legge ferma alla Camera ("legge importante ma non decisiva", come ricorda Giancarlo Abete). Qualcosa dovrà muoversi, da qui al 15 febbraio 2010, quando dovremo presentare le carte. La Figc in un prossimo consiglio federale (verso fine mese, o ai primi di dicembre) farà il punto: Abete non è certo uno che si arrende, ma non tutto dipende da lui. Vediamo intanto come stanno le altre rivali (della Francia, già detto). Turchia: lo stadio olimpico di Istanbul, cinque stelle Uefa, è già pronto. Altri sette impianti saranno ripartiti fra l'Ovest e il Centro del Paese: Smirne, Antalya, Bursa, Ankara e Kayseri sono già stati scelti, Trabzon e Eskisehir dovrebbero completare la lista. Istanbul, Ankara, Smirne e Antalya hanno già una più che buona ricettività alberghiera: le altre città vanno migliorate. Candidatura congiunta Norvegia-Svezia: cinque stadi svedesi (Solna, Goteborg, Stoccolma, Malmoe e Helsingborg) e quattro norvegesi (Oslo, Lillestroem, Trondhaim e Stavanger) già definiti. La Svezia ha previsto di spendere 350 milioni di euro, la Norvegia 700 milioni. Si punta soprattutto su una candidatura "ecologica". Ma l'Uefa, dopo Polonia-Ucraina, preferisce altre soluzioni e la Francia, al momento, è davanti a tutti.

Sir Ferguson, gli arbitri e il modello inglese
"L'arbitro? Non era in forma. E' stato ridicolo". Per questa accusa, Sir Alex Ferguson, manager del Manchester United, è stato sospeso due turni e multato di 20.000 sterline. Così ha deciso la FA, la Federcalcio inglese. Ecco, almeno in questo caso, il modello inglese ci insegna qualcosa. In Italia succede che il presidente del Siena, Lombardi Stronati, dichiara che gli arbitri (italiani, ovviamente...) ricevono telefonate nell'intervallo delle partite e si "adeguano". Aggiunge di avere non solo sospetti ma anche prove. Risultato? Zero. Il superprocuratore Stefano Palazzi nemmeno lo deferisce: non gli interessa sapere, eppure fa il magistrato, che ha da dire Stronati, cosa sa. Niente. Mourinho dice che all'arbitro Rocchi stava "bene il pareggio" fra Inter e Roma? Passato tutto sotto silenzio. Si fa finta di nulla in Italia. Non si vogliono disturbare le società, gli allenatori, i calciatori. Ecco, il modello italiano.


Origine: Repubblica

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